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venerdì 26 marzo 2010
martedì 23 marzo 2010
Lettera di Paolo Micheli ai segratesi

Cari amici, cari concittadini,
ho deciso di scrivervi la lettera aperta che trovate qui sotto, dopo che abbiamo toccato con mano in questi mesi che il consenso, verso di me e verso le liste civiche che mi sostengono, è in forte crescita, al punto di vedermi assegnato il ruolo di avversario numero uno di Alessandrini.
E’ questo vasto consenso che ci ha fatto capire che il cambiamento è possibile, malgrado la marea di manifesti selvaggi affissi abusivamente soprattutto dalla Lega e dal PDL su tutti gli spazi elettorali. Anche per questo i segratesi ci voteranno, per dimostrare che chi come noi rispetta le regole della democrazia sia nelle grandi cose che, ad esempio, affiggendo manifesti solo negli spazi assegnati, è più degno di amministrare il comune.
Noi siamo la vera alternativa a questa amministrazione. Io e la mia straordinaria squadra siamo pronti a governare questa città con trasparenza, indipendenza e partecipazione. Ci siamo preparati in questi mesi lavorando sodo al programma amministrativo. Vogliamo una città modello amica dei cittadini ed esemplare per qualità della vita. Il nostro obiettivo immediato è arrivare al ballottaggio, sconfiggere Alessandrini e riprenderci il futuro di questa città.
Da concittadino, segratese dalla nascita, che da molti anni lavora nel mondo del volontariato, dico ai segratesi: votate per me, votate per le liste civiche Segrate Nostra o Segrate Verde.
Noi non vi deluderemo.
CAMPO AL FUTURO, CAMPO ALLA CITTA’ MODELLO
Segrate sta diventando sempre più una prolungata periferia di Milano. Non era così fino a vent’anni fa: ancora molte aree verdi circondavano i nuclei edificati e l’agricoltura aveva un ruolo ancora significativo nell’economia locale.
Pensiamo a quali idee urbanistiche 40 anni fa furono alla base di alcuni quartieri come San Felice, Milano 2, Villaggio Ambrosiano. Luoghi in cui si garantivano servizi utili facilmente raggiungibili a piedi passeggiando con gioia, tra alberi e prati, senza l’assedio del traffico e dell’inquinamento. Di fronte a un territorio che l'ultima ondata di edificazioni ha già reso così anonimo, c’è bisogno di guardare ai migliori esempi europei per poter pensare a una Segrate nuova, risanata, diversa da quella lottizzata dalle molte speculazioni private. C’è bisogno di una Segrate che tiri fuori il meglio di sé, che è un sé operoso, pienamente e tradizionalmente “milanese”, una città in rete con il territorio che la circonda, e soprattutto guidata da una amministrazione che abbia linee guida forti con una visione di futuro sostenibile.
NOI VOGLIAMO DI PIU’ PER LA NOSTRA CITTA’!
Oltre a salvare il salvabile nelle aree verdi - nostro preciso impegno – c’è da pensare a una città modello, che sia esempio virtuoso a livello locale e nazionale. Una città aggiornata alle direttive europee più avanzate in materia di risparmio energetico, di sviluppo sostenibile, di riciclaggio, una città con trasporti pubblici moderni efficienti e veloci. Una città di parchi. Una città connessa gratuitamente a internet, che agevoli il telelavoro. Una città a misura d'uomo dove “c’è campo”, campo alle idee nuove, campo alla partecipazione autentica, dove si abbia voglia – a prescindere dalle idee politiche e partitiche – di concorrere a progetti comuni. Una città che riesca a farsi carico con efficienza dei problemi delle famiglie in difficoltà, anche con iniziative nuove come il microcredito, una città ospitale, che davvero valorizzi il volontariato e abbia a cuore l’integrazione delle persone e delle culture. Una città che punti sulla formazione e sull’educazione dei giovani. Che sostenga non il centro commerciale ma i negozi di vicinato. Un’amministrazione che sappia coinvolgere le grandi aziende presenti sul territorio e ci faccia diventare una città di eccellenze. Segrate, semplicemente valorizzando le risorse che ha, può diventare la città della scienza, un polo di rilievo nazionale della ricerca scientifica e tecnologica grazie alle numerose realtà presenti sul territorio. Quanti ricercatori universitari, leader nel loro campo a livello mondiale, vivono a Segrate?
Noi vogliamo scommettere su una Segrate che sappia sorridere al futuro e lo salvaguardi anche per i nostri giovani e i nostri bambini, prima che sia troppo tardi.
Paolo Micheli
candidato sindaco di Segrate
per le liste civiche
Segrate Nostra e Segrate Verde
lunedì 22 marzo 2010
VILE AGGRESSIONE A PAOLO MICHELI
Oggi pomeriggio si è consumato un atto violento e vile nei confronti di PAOLO da parte di un violento che attacchinava manifesti del sindaco uscente di Segrate sui cartelloni di via Grandi, sugli spazi assegnati ad altre forze politiche.
Micheli aveva notato un giovane sui trent’anni che stava coprendo abusivamente i manifesti elettorali di Segrate Verde e Segrate Nostra, con quelli di Alessandrini. In tutta risposta all’appunto di Paolo, l’uomo, la cui identità è ancora ignota, lo ha aggredito prima verbalmente con minacce e insulti e poi fisicamente, scaraventandolo a terra, come ha descritto Micheli nella denuncia presentata.
Tutto ciò è grave ed è un sintomo d’imbarbaramento di una battaglia politica. Segrate non merita e non sopporta queste manifestazioni d’intolleranza politica e civile. Attendiamo che il sindaco uscente Adriano Alessandrini, come committente e primo cittadino della comunità Segratese chieda scusa alla città e a PAOLO MICHELI e dia precise disposizioni affinché i partiti che lo sostengono interrompano l’attacchinaggio selvaggio.
Micheli aveva notato un giovane sui trent’anni che stava coprendo abusivamente i manifesti elettorali di Segrate Verde e Segrate Nostra, con quelli di Alessandrini. In tutta risposta all’appunto di Paolo, l’uomo, la cui identità è ancora ignota, lo ha aggredito prima verbalmente con minacce e insulti e poi fisicamente, scaraventandolo a terra, come ha descritto Micheli nella denuncia presentata.
Tutto ciò è grave ed è un sintomo d’imbarbaramento di una battaglia politica. Segrate non merita e non sopporta queste manifestazioni d’intolleranza politica e civile. Attendiamo che il sindaco uscente Adriano Alessandrini, come committente e primo cittadino della comunità Segratese chieda scusa alla città e a PAOLO MICHELI e dia precise disposizioni affinché i partiti che lo sostengono interrompano l’attacchinaggio selvaggio.
venerdì 12 marzo 2010
giovedì 4 marzo 2010
martedì 23 febbraio 2010
Segrate 2011 arriva il cemento tombale
A SEGRATE NON CI SARANNO PIU' PRATI!!!
Dopo che per 5 anni Hanno autorizzato quasi tutti i Piani Integrati di Intervento presentati, nonchè i tre ambiti del Megacentro Commerciale, ora la Giunta Alessandrini presenta, in fine legislatura il Piano di Governo del Territorio, con un unico obiettivo: Cementificare tutti gli spazi rimasti liberi, in primis il Golfo Agricolo.
Per il territorio di Segrate arriva la soluzione finale. ECCO Il PGT PRESENTATO
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lunedì 22 febbraio 2010
Paolo Micheli - 10 primi passi
“I miei primi dieci passi da Sindaco di Segrate”
1. Nominerò una giunta di soli segratesi (non è mai successo in 17 anni di amministrazioni di centrodestra).
2. Con almeno metà donne (non è mai successo in tutta la storia di Segrate).
3. Essendo state abolite le circoscrizioni, nominerò un assessore alla partecipazione e un consiglio dei quartieri con 2 rappresentanti per ogni quartiere.
4. Convocherò entro un mese gli "Stati Generali" di Segrate (volontariato, associazioni, comitati, parrocchie) per un confronto sul programma e sulle priorità.
5. Convocherò assemblee in ogni quartiere iniziando a lavorare a un bilancio partecipato e promuovendo iniziative di democrazia partecipativa.
6. Capovolgerò la proposta di PGT (Piano di Governo del Territorio) della Giunta attuale finalizzato a trasformare le ultime aree verdi rimaste in zone edificabili, inserendo vincoli di inedificabilità sul Golfo Agricolo e su tutte le ultime zone verdi di Segrate.
7. Proclamerò un anno di solidarietà spostando tutte le risorse destinate a feste e spettacoli verso il sostegno alle famiglie in difficoltà e a iniziative per giovani e anziani.
8. Formerò una commissione di verifica sulla convenzione Santa Monica con la partecipazione delle famiglie acquirenti.
9. Sensibilizzerò i segratesi sulla qualità dell'aria che respirano. Nel primo mese promuoverò la conferenza per la realizzazione della Metrotranvia sulla Cassanese e attuerò provvedimenti di riconversione delle caldaie inquinanti e provvedimenti di risparmio energetico.
10. Metterò in vendita la struttura metallica del Tempietto, simbolo di tante spese inutili fatte a Segrate.
1. Nominerò una giunta di soli segratesi (non è mai successo in 17 anni di amministrazioni di centrodestra).
2. Con almeno metà donne (non è mai successo in tutta la storia di Segrate).
3. Essendo state abolite le circoscrizioni, nominerò un assessore alla partecipazione e un consiglio dei quartieri con 2 rappresentanti per ogni quartiere.
4. Convocherò entro un mese gli "Stati Generali" di Segrate (volontariato, associazioni, comitati, parrocchie) per un confronto sul programma e sulle priorità.
5. Convocherò assemblee in ogni quartiere iniziando a lavorare a un bilancio partecipato e promuovendo iniziative di democrazia partecipativa.
6. Capovolgerò la proposta di PGT (Piano di Governo del Territorio) della Giunta attuale finalizzato a trasformare le ultime aree verdi rimaste in zone edificabili, inserendo vincoli di inedificabilità sul Golfo Agricolo e su tutte le ultime zone verdi di Segrate.
7. Proclamerò un anno di solidarietà spostando tutte le risorse destinate a feste e spettacoli verso il sostegno alle famiglie in difficoltà e a iniziative per giovani e anziani.
8. Formerò una commissione di verifica sulla convenzione Santa Monica con la partecipazione delle famiglie acquirenti.
9. Sensibilizzerò i segratesi sulla qualità dell'aria che respirano. Nel primo mese promuoverò la conferenza per la realizzazione della Metrotranvia sulla Cassanese e attuerò provvedimenti di riconversione delle caldaie inquinanti e provvedimenti di risparmio energetico.
10. Metterò in vendita la struttura metallica del Tempietto, simbolo di tante spese inutili fatte a Segrate.
venerdì 5 febbraio 2010
giovedì 4 febbraio 2010
Alleanza Segrate Verde e Segrate Nostra
Comunicato Stampa Elezioni comunali Segrate 2010
Segrate Nostra e Segrate Verde correranno insieme
Questa nuova coalizione, formata da una lista attiva ormai da anni nel
panorama politico segratese ed una lista che, pur essendo molto
giovane, ha già fatto molto parlare di sé, non nasce per caso ma si
fonda su un'estesa identità di vedute circa le scelte che dovranno
caratterizzare il futuro della nostra città.
Semplici e chiari i punti principali del programma per il quale viene
chiesta la fiducia agli elettori:
- stop a nuove autorizzazioni ad edificare nelle aree verdi;
- strenua difesa dello spazio a nord della Cassanese tra Milano Due e
Rovagnasco (Golfo Agricolo), per il mantenimento della sua vocazione
agricola e di polmone verde;
- miglioramento della viabilità e della mobilità interna, con lo
sviluppo di collegamenti ciclopedonali tra i vari quartieri e i comuni
confinanti con l'incentivazione all'uso dei mezzi pubblici;
- metrotranvia sulla Cassanese da Pioltello a Milano e biglietto unico
metropolitano;
- trasparenza e maggiore partecipazione dei cittadini alla gestione
della cosa pubblica coinvolgendo le associazioni, i gruppi e le realtà
parrocchiali;
- risparmio energetico e incremento della produzione di energia da
fonti rinnovabili;
- attenzione alle esigenza dei quartieri, bilancio comunale non più
subordinato alle entrate urbanistiche.
Tematiche importanti: tanto sentite dai cittadini segratesi quanto
disattese dall'amministrazione di centro-destra che negli ultimi anni
ha governato la città.
Le due liste si presentano con un unico programma ed un unico
candidato alla carica di Sindaco: Paolo Micheli
Segrate, 6 febbraio 2010
Questa nuova coalizione, formata da una lista attiva ormai da anni nel
panorama politico segratese ed una lista che, pur essendo molto
giovane, ha già fatto molto parlare di sé, non nasce per caso ma si
fonda su un'estesa identità di vedute circa le scelte che dovranno
caratterizzare il futuro della nostra città.
Semplici e chiari i punti principali del programma per il quale viene
chiesta la fiducia agli elettori:
- stop a nuove autorizzazioni ad edificare nelle aree verdi;
- strenua difesa dello spazio a nord della Cassanese tra Milano Due e
Rovagnasco (Golfo Agricolo), per il mantenimento della sua vocazione
agricola e di polmone verde;
- miglioramento della viabilità e della mobilità interna, con lo
sviluppo di collegamenti ciclopedonali tra i vari quartieri e i comuni
confinanti con l'incentivazione all'uso dei mezzi pubblici;
- metrotranvia sulla Cassanese da Pioltello a Milano e biglietto unico
metropolitano;
- trasparenza e maggiore partecipazione dei cittadini alla gestione
della cosa pubblica coinvolgendo le associazioni, i gruppi e le realtà
parrocchiali;
- risparmio energetico e incremento della produzione di energia da
fonti rinnovabili;
- attenzione alle esigenza dei quartieri, bilancio comunale non più
subordinato alle entrate urbanistiche.
Tematiche importanti: tanto sentite dai cittadini segratesi quanto
disattese dall'amministrazione di centro-destra che negli ultimi anni
ha governato la città.
Le due liste si presentano con un unico programma ed un unico
candidato alla carica di Sindaco: Paolo Micheli
Segrate, 6 febbraio 2010
sabato 30 gennaio 2010
Inquinamento alle stelle
Inquinamento ancora alle stelle a Milano e in tutta la Lombardia. Come al solito però le istituzioni intervengono con i pannicelli caldi ma c'è chi non intyerviene per niente come è il caso del comune di Segrate e degli altri comuni della provincia di Milano. Un blocco del traffico parziale non serve a molto ma è meglio di niente, meglio tre giorni di blocco totale, meglio riconvertire tutta la mobilità verso il trasporto pubblico. Meglio fare meno autostrade, meglio potenziare il trasporto ferroviario locale. Meglio fare le metrotranvie come quella indispensabile sulla Cassanese. Meglio investire in piste ciclabili. Meglio tenere il riscaldamento al minimo. Senza interventi strutturali restano solo i pannicelli caldi, intanto i nostri polmoni cambiano colore e virano verso il nero. Vai alla centralina di Limito
Navi di veleni: ecomafie di Stati e multinazionali del crimine

(da: Italiaterranostra.it ) Come si fa a smaltire un carico di rifiuti tossici e magari radioattivi? Elementare Watson: basta stivarlo su una nave in pessime condizioni e poi venderlo a qualche signore della guerra che in cambio chiede solo una buona partita di armi. Oppure comprare una carretta e affondarla insieme ai veleni. Dunque, si acquista un mercantile, si imbottisce di rifiuti pericolosi dichiarando un carico di materiale innocuo e, infine, si inabissa il natante o almeno si tenta; male che vada il relitto viene abbandonato alla deriva. Soltanto negli ultimi 25 anni sono state affondate misteriosamente circa una sessantina di navi nei mari a ridosso della penisola italiana (in particolare Tirreno, Jonio e Adriatico); ma la stima è errata per difetto, anche se soltanto i Lloyd’s di Londra ne certificano 40. Si tratta di imbarcazioni in condizioni disastrose da far sparire sia per truffare.... Continua a leggere - Guarda il video
sabato 9 gennaio 2010
giovedì 7 gennaio 2010
UNA SEGRATE NON BASTA

UNA TESI UNIVERSITARIA HA STUDIATO L’IMPATTO AMBIENTALE DELLA VITA NEL NOSTRO COMUNE CON RISULTATI DISASTROSI
(L'esempio virtuoso di Cassinetta di Lugagnano)
(L'esempio virtuoso di Cassinetta di Lugagnano)
Cinquantatremilaseicentosettantanove sono gli ettari globali di territorio necessari a Segrate per compensare l’impronta ecologica prodotta, calcolata in base alle tonnellate di Anidride carbonica (CO2) emessa. Le emissioni di CO2 calcolate sono il frutto dei consumi elettrici, energetici, dei trasporti e dei rifiuti prodotti dai segratesi , convertite in aree necessarie per compensare la stessa emissione di CO2. Tutto ciò è contenuto nella tesi di laurea di Daniele Cremonesi curata dal Prof. Paolo Pileri del Politecnico di Milano – Facoltà di Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio -. Uno studio fatto sul campo, con una metodologia consolidata, anche se qui necessariamente approssimata, visto che i dati necessari non erano completi. 53.679 ettari è, quindi, la superficie necessaria a Segrate per compensare se stessa. Ma si tratta di una valutazione più bassa del reale, che però mantiene comunque il suo senso e le sue validità
scientifica e pubblica, più che sufficiente a dare quegli indizi alla città di Segrate e alla sua amministrazione per riflettere su come andare avanti. Nella procedura di calcolo assai semplificata sono confluite solo le emissioni di CO2 derivanti dalla maggior parte dei consumi energetici pubblici e privati (gas ed elettricità), quelle dalla produzione di rifiuti, di una parte del traffico di autoveicoli sul territorio comunale, del trasporto pubblico e poche altre. La CO2 emessa in atmosfera da queste voci ammonta a quasi 200.000 tonnellate all’anno, pari a 6 tonnellate di CO2 per cittadino. 53.679 ettari globali corrispondono a 1,6 ettari procapite e derivano dai consumi di energia elettrica (11%), dai trasporti (17%), dal riscaldamento (42%), dalla produzione industriale (14,5%) e da altre voci minori.. Poiché Segrate è grande solo 1740 ettari , la superficie di terreno che Segrate dovrebbe possedere per ‘azzerare’ i suoi impatti dovuti all’emissione di CO2 dovrebbe essere quasi 31 volte più grande (30,9). Ma se considerassimo che gli ettari necessari dovrebbero essere liberi e non urbanizzati o antropizzati, allora il bilancio peggiorerebbe. Infatti Segrate ha solo il 23% circa del territorio comunale libero. Anche senza conteggiare le nuove aree urbanizzate dal 2005 (anno di riferimento dei dati) ad oggi, quegli ettari sono pari a circa 400 ovvero circa centotrentaquattro (134,6) volte meno della superficie libera necessaria per compensare gli impatti. Con il calcolo dell’impronta ecologica i cittadini di Segrate sanno che ognuno di loro (neonati e nonni compresi) dovrebbe avere in dotazione 1,6 ettari globali liberi (che tecnicamente potremmo chiamare anche biocapacità globale se potessimo applicare la procedura di calcolo completa) per compensare l’impatto generato dal proprio stile di vita, voluto o non voluto. E ognuno di loro in realtà ha, nominalmente, solo a disposizione 0,012 ettari , ovvero 134 volte meno. Non è tecnicamente possibile comparare l’impronta di Segrate e dei suoi cittadini con altre realtà, per via delle molte semplificazioni fatte nello studio condotto che hanno ridotto di molto la dimensione dell’impronta ecologica. Eppure, nonostante il calcolo al ‘ribasso’, il risultato è sufficiente a sollecitare un atteggiamento di forte preoccupazione e una saggia attenzione, a invitare tutti, pubblico e privati, ad incamminarsi su una strada di effettiva sostenibilità. Molte sono le azioni che si possono fare privilegiando quelle che non aumentano i consumi e le emissioni, quelle che privilegiano stili di vita più sostenibili (es.: usare meno l’auto e spostarsi a piedi, in bicicletta o con i mezzi pubblici), quelle che favoriscono una scelta alimentare meno impattante e una dieta più naturale, ma anche quelle che tutelano le aree libere residuali che hanno tanta importanza nel compensare gli impatti. Quelle aree libere che potrebbero divenire più biocapaci di compensare gli impatti se diventassero un bosco. Occorre quindi responsabilizzare i comportamenti privati ma soprattutto quelli dell’Amministrazione pubblica. Si pensi all’importanza e al ruolo chiave che potrebbe avere in tale direzione il Piano di Governo del Territorio (PGT), l’ex PRG. Un importante strumento di pianificazione territoriale per poter fare scelte importanti e coerenti anche con quanto ci dice l’impronta ecologica. Scelte capaci di ridurre il debito ecologico ed ambientale. Scelte precedute dalla valutazione ambientale strategica che consenta di capire gli effetti ambientali delle decisioni pubbliche (e private). È inutile quasi ricordarlo, ma ogni nuova trasformazione di quel prezioso suolo libero aumenta sempre più l’impronta di tutti i cittadini (contenibile solo forse con forti politiche di compensazione ecologica), come pure ogni azione legata all’uso intensivo dell’auto o alla dispersione energetica o all’aumento di produzione dei rifiuti. L’Impronta Ecologica aiuta i cittadini a migliorarsi rendendoli più consapevoli dell’ambiente in cui vivono. Vuole altrettanto contribuire a migliorare la capacità di decisione dell’amministratore pubblico e dei soggetti pubblici in generale sollecitando la formulazione di politiche pubbliche più sostenibili e non impattanti. Come ha affermato l’ex premier britannico Blair alla presentazione del famoso rapporto economico ambientale Stern che suonava pressappoco così: “Non c’è un minuto da perdere per migliorare futuro dell’ambiente in cui viviamo e vivranno i nostri figli’. Neanche un solo minuto. Neanche la benché minima indecisione. E la responsabilità sta, per i diversi livelli di competenza, a tutti. Nessuno escluso”.
A SEGRATE LA MEMORIA STORICA È MORTA

Cascine abbattute e centri storici sventrati
Ha Segrate un’identità da difendere, ha da difendere specifici caratteri di natura storico-artistico-culturale, ambientale o socio-economica tali da identificarla rispetto al contesto urbano – l’hinterland milanese – in cui è immersa? Non particolarmente: pieve fin dall’alto medioevo comprendente vasti territori limitrofi, quando è stato costituito a comune Segrate non aveva rispetto a Pioltello e Vimodrone, ad esempio, caratteristiche significativamente diverse, la sua vocazione territoriale era agricola, con medesima tipologia di colture, costellata come quasi tutta la marca del milanese da cascine isolate o aggrumate in piccoli nuclei. La stessa Segrate Centro non è propriamente un centro per dimensioni degli edifici secolari presenti, semmai un polo di cascine, una villa e altri modesti edifici a tessere un nucleo piccolo, ingrandito di fatto solo dagli anni Cinquanta-Sessanta in poi. Simile in ciò a molti altri comuni, dei quali alcuni appaiono però con centri storicamente più strutturati, più ampi, più nobili e ricchi, com’è il caso di Cernusco o Gorgonzola, per guardare tra i vicini. Dei quartieri più antichi e storicamente interessanti come Rovagnasco, pure minimi e allineati lungo piccole vie di comunicazione, non sopravvivono ora che brandelli cadenti di una storia che a tutti i costi si è riusciti a non valorizzare, a seppellire, ad abbattere per far posto a edifici freschi e redditizi. Della parte embrionale della Cascina della Commenda, sorta di castelletto dei Cavalieri di Malta (già Templari), resta un rudere fortunosamente sottratto alla distruzione da un vincolo di tutela, e il centro civico col suo nome, col giardino antistante: un luogo vivo d’incontri che è purtroppo episodio urbanistico isolato invece che consuetudine. Mentre dell’ingresso all’antico Lazzaretto, su via Monzese, è stato raso al suolo quasi tutto se non il bel portale con andito semicircolare (vicino al tabaccaio), completamente snaturato e destinato – se non al crollo – ad essere un incomprensibile rudere a gratificare i nuovi palazzotti della lottizzazione posteriore. La cascina di Tregarezzo in prossimità del palazzo della Mondadori è stata trasformata tanto da essere irriconoscibile. Che dire? Non han saputo, non han voluto vincolare e tutelare nulla le amministrazioni nostre, se non dopo lunghe generose battaglie di pochi meritevoli cittadini. Né edifici di qualche pregio (pur sempre relativo, per carità, luoghi rurali, tranche di memoria) né fasce di rispetto a proteggere i pochissimi pezzi anche artisticamente rilevanti, come la chiesa del Crocifisso a Lavanderie, coi suoi affreschi tardo medievali, ormai divenuta una sacrestia dell’Esselunga. non è rimasto neppure un fontanile, quel sistema di canali e di rogge, così interessante da tramandare come quintessenza d’una cultura del territorio dei nostri predecessori, fin dal medioevo, come memoria, come luogo di riflessione e di confronto con l’avvicendarsi rapido e immemore dell’oggi. Ma questa memoria non è vissuta dai nostri governanti locali, sia le Giunte odierne che quelle precedenti, una qualità e un bene da preservare, parte di un tessuto armonico, luogo di vita e di esperienza di una storia “minore”, tutt’altro: è oggetto di fastidio, di cui disfarsi perché impedisce il “libero sviluppo” (= speculativo) del suolo. Ha Segrate un’identità da difendere? Forse l’aveva, come uno dei molti esempi intorno alla grande città di una civiltà contadina passata, che ha per secoli saputo prendersi cura di una terra fertile oggi sede di progetti per lo più deteriori, sia sotto il profilo civile che urbanistico, atti a ospitare vite a solo vantaggio della quantità, non della qualità.
SALVIAMO IL GOLFO AGRICOLO
mercoledì 6 gennaio 2010
Campagna: Stop al Consumo di Territorio

L’Italia è un paese meraviglioso. Ricco di storia, arte, cultura, gusto, paesaggio.Ma ha una malattia molto grave: il consumo di territorio. link
Un cancro che avanza ogni giorno, al ritmo di quasi 250 mila ettari all’anno. Dal 1950 ad oggi, un’area grande quanto tutto il nord Italia è stata Seppellita sotto il cemento.
Il limite di non ritorno, superato il quale l’ecosistema Italia non è più in grado di autoriprodursi è sempre più vicino. Ma nessuno se ne cura. Fertili pianure agricole, romantiche coste marine, affascinanti pendenze montane e armoniose curve collinari, sono quotidianamente sottoposte alla minaccia, all’attacco e all’invasione di betoniere, trivelle, ruspe e mostri di asfalto.
Non vi è angolo d’Italia in cui non vi sia almeno un progetto a base di gettate di cemento: piani urbanistici e speculazioni edilizie, residenziali e industriali; insediamenti commerciali e logistici; grandi opere autostradali e ferroviarie; porti e aeroporti, turistici, civili e militari.
Non si può andare avanti così! La natura, la terra, l’acqua non sono risorse infinite. Il paese è al dissesto idrogeologico, il patrimonio paesaggistico e artistico rischia di essere irreversibilmente compromesso, l’agricoltura scivola verso un impoverimento senza ritorno, le identità culturali e le peculiarità di ciascun territorio e di ogni città, sembrano destinate a confluire in un unico, uniforme e grigio contenitore indistinto.
La Terra d’Italia che ci accingiamo a consegnare alle prossime generazioni è malata. Curiamola!
venerdì 1 gennaio 2010
C’E’ DA FARE UNA METROTRANVIA

La mobilità è il problema più urgente da risolvere a Segrate, una città soffocata dal traffico e dallo smog. Sulla Cassanese e sulla Rivoltana transitano ogni giorno oltre 100.000 mezzi e la situazione tende al peggio. La congestione è ampiamente presente anche dentro i quartieri. Oltre al traffico di transito c’è quello prodotto dai pendolari segratesi e da coloro che vengono a lavorare nel nostro comune. Sono circa 35.000 le persone che ogni giorno si muovono da e per Segrate. Il 76% lo fa con la propria auto, il 18% con il mezzo pubblico, il 5,7% con la bicicletta. La direzione prevalente è Milano. Numeri che fanno capire come sia importante e strategico un trasporto pubblico moderno efficiente e rapido. Ad aprile 2004 la Provincia di Milano ha presentato lo studio di fattibilità di una linea di trasporto pubblico ad energia pulita sulla Cassanese tra Pioltello e Milano-Lambrate. Lo studio fa seguito ad una petizione promossa dai Verdi e sottoscritta da 3000 cittadini nel 2002. Anche gli assessori ai trasporti delle Giunte Colle (quasi tutti di AN) hanno più volte fatto promesse in tal senso ma finora l’argomento è ignorato dall’Amministrazione comunale. Oggi ci sono due grandi occasioni da cogliere al volo per realizzare rapidamente questo progetto: 1) Milano ha istituito l’Ecopass perchè vuole che entrino meno auto in città; 2) Nel 2015 ci sarà l’Expo che farà convergere una pioggia di miliardi per finanziare opere pubbliche di cui 11 Mld per infrastrutture e trasporti. E’ questa un’occasione unica per reperire finanziamenti e realizzare rapidamente la Metrotranvia per ottenerli è però necessario che si presentino al comitato Expo proposte e progetti. E’ per questo che da mesi chiediamo al Sindaco di sostenere il progetto della Metrotranvia. Abbiamo riscontrato però freddezza e disinteresse. Vorremmo sbagliarci, per questo lo invitiamo vivamente a sposare e sostenere questo progetto innovativo di metropolitana leggera, in questo modo Segrate non sarà più citata negli annali solo perché è tra i paesi più ricchi ma anche per i suoi trasporti efficienti. Il sistema dei trasporti pubblici segratesi necessita anche di altri correttivi: E’ indispensabile ripristinare la linea ferroviaria S9 (collegamento con Lambrate-Bicocca) e aprire la stazione di Redecesio. Istituire un unico biglietto per Milano ed i Comuni di prima fascia tra cui Segrate, come peraltro sostenuto dalla conferenza dei sindaci della provincia di Milano e dal Presidente della Provincia Penati. Ristrutturare i percorsi di ATM e pollicino per razionalizzare e migliorare il servizio. Ad es. gli attuali orari del Pollicino di collegamento con la stazione del Passante Ferroviario sono sfasati con quelli dei treni; Le diverse linee ATM hanno un buon monte chilometri ma i percorsi non sono razionalizzati e forniscono un servizio non adeguato. Infine è indispensabile completare i percorsi ciclabili verso Milano, realizzabili con pochi investimenti e tanta volontà politica, in accordo con il Comune di Milano e con la Provincia, in particolare: Viale Turchia, Via Rombon, Via Rubattino, Via Corelli.
venerdì 25 dicembre 2009
CONSUMARE MENO PER VIVERE MEGLIO
Il Natale, in forme diverse, si festeggia in tutto il mondo. Tutti i popoli, cristiani e non, nel mese di dicembre celebrano feste di pace, di fratellanza, di gioia e di prosperità, ciascuno secondo la propria cultura e le proprie tradizioni. In concomitanza con il solstizio d’inverno un lungo periodo di festeggiamenti onorava il “rinascere del sole”: le giornate cominciavano ad allungarsi, segnando il lento percorso verso la primavera, con l’augurio e la speranza di raccolti copiosi e di cibo per tutti. Così gli antichi Egizi festeggiavano la nascita del dio Horus, i Greci quella del dio Dioniso, gli Scandinavi quella del dio Frey. I Romani celebravano Saturno, dio dell’agricoltura, con grandi feste in cui amici e parenti si scambiavano doni. I Cristiani sostituirono i riti pagani con la festa della nascita di Gesù, figlio di Dio, portatore di pace e di salvezza per tutta l’umanità. Per questo in tutto il mondo Natale è augurio di bontà, serenità e felicità da condividere. Il Natale (e le altre festività) si è trasformato però anche in una grande occasione per fare molti acquisti, di cose spesso superflue. Dobbiamo a tutti i costi scambiarci regali futili se non inutili, da aggiungere a quelli già abbandonati da qualche parte, in altre occasioni. La nostra civiltà del benessere permette, per fortuna, a larghe fasce di popolazione di destinare una parte del reddito non solo all’alimentazione, al vestiario e alla casa ma anche per soddisfare bisogni secondari. La nostra società dell’eccesso ha però trasformato il benessere in consumismo e quest’ultimo addirittura in un dovere sociale (vi ricordate lo spot che ci invitava a consumare di più per far girare l’economia?). Originariamente consumare aveva il significato di utilizzare un bene sino al suo decadimento, oggi invece importante è “possedere” un bene. Il valore di una persona viene misurato con la quantità e la novità delle merci possedute. Se non hai l’orologio di moda o l’ultimo modello di telefonino ti senti a disagio perchè “non sei nessuno”. Un prodotto ancora pienamente funzionante, ma non più alla moda non va più bene, bisogna sostituirlo. Dobbiamo avere sempre di più e per far questo dobbiamo guadagnare sempre di più e lavorare sempre di più e alla fine non abbiamo più il tempo per goderci pienamente quello che abbiamo. Tutto viene consumato, digerito ed archiviato in fretta La durata di un bene viene già programmata in fase di produzione. La continua immissione sul mercato di nuovi prodotti fa ormai parte integrante della nostra società dell’effimero dove non è più meritevole chi conserva i propri beni e ne prolunga al massimo l’utilizzo, ma chi si adatta al continuo cambiamento degli oggetti divorando vorticosamente tutto ciò che la produzione rende disponibile. Questo sistema, esaltato anche dll’imperversare di Centri Commerciali sempre più grandi, è divenuto ormai insostenibile! Le materie prime, le risorse del pianeta non sono infinite ed il continuo saccheggio della biosfera ci sta portando lentamente, ma inesorabilmente verso il baratro. Infine la corsa affannosa al possedere porta inevitabilmente ad ingiustizie, tensioni sociali e guerre. Il nostro benessere si regge sulle spalle della moltitudine che non ha niente, anche nel nostro paese. Bisogna cambiare per il semplice motivo che l’attuale modello di sviluppo è ecologicamente insostenibile, ingiusto ed incompatibile con il mantenimento della pace. Esso inoltre porta con sé, specie nelle giovani generazioni, perdita di autonomia, alienazione, aumento delle disuguaglianze ed insicurezza. Bisogna rinunciare a questa folle corsa verso un consumo sempre maggiore. E’ necessario non solo per evitare la distruzione definitiva delle condizioni di vita sulla terra ma anche e soprattutto per fare uscire l’umanità dalla miseria psichica e morale. Vogliamo più qualità della vita e non una crescita illimitata del PIL (Prodotto Interno Lordo). Oggi definiamo “sviluppate” le società dei consumi, mentre gli altri abitanti del mondo sono “in via di sviluppo” o “sottosviluppati”. Forse è il caso di ripensare a questi stereotipi e cambiare stili di vita. Buone feste, dunque, parsimoniose e senza eccessi.
domenica 6 dicembre 2009
Meglio l'Acqua del rubinetto
Pochi lo sanno. I più grandi “bevitori” d’acqua minerale siamo noi italiani, e le multinazionali del settore ringraziano. Primi al mondo nel consumo pro-capite, ognuno di noi, bambini inclusi, si beve 185 litri di minerale all’anno, il bel Paese è anche il maggior produttore europeo. Ma perché gli italiani consumano così tanta acqua in bottiglia? Soprattutto perché le multinazionali ci sottopongono incessantemente, giorno dopo giorno, ad asfissianti campagne pubblicitarie alle quali è quasi impossibile sottrarsi. Mostrandoci calciatori “che la bevono in Nazionale”, soubrette che fanno continuamente plin plin, montagne altissime e purissime e chi più ne ha più ne metta, anno dopo anno, spendendo centinaia di milioni di euro (quelli che incassano da noi), “i padroni dell’acqua” sono riusciti a convincere massaie e consumatori di ogni parte d’Italia che quella contenuta nelle bottiglie di plastica è migliore dell’altra che sgorga dal rubinetto. Premesso che i cinque miliardi di bottiglie di plastica in cui il prodotto viene distribuito ogni anno sono un vero e proprio flagello dal punto di vista dell’inquinamento, così come le migliaia di T.I.R. che la portano in giro per tutte le strade e autostrade italiane, è poi vero che l’acqua minerale è più buona di quella naturale? Sembra proprio di no. Legambiente a Milano, davanti all’Università Statale, ha fatto un esperimento invitando i passanti ad assaggiare acqua minerale e acqua del rubinetto e udite, udite, solo il 20% degli assaggiatori ha riconosciuto l’acqua “normale”. E’ la prova provata che nei confronti dell’acqua del rubinetto esiste solo un ingiusto pregiudizio con l’aggravante che, ad ogni famiglia, tutto ciò costa ogni anno alcune centinaia di euro. Ma rispetto a Milano quale è la situazione di Segrate? Siamo fortunati, la nostra acqua è di ottima qualità (vedasi tabella) e sarebbe utile e conveniente che l’Amministrazione la distribuisse nelle scuole e nelle mense al posto di quella minerale. Con i soldi risparmiati potrebbe offrire ai cittadini migliori servizi. Se poi pensate che l’acqua in bottiglia sia più salubre, le cose non stanno così perché per legge la frequenza dei controlli è molto più intensa e più precisa per l’acqua degli acquedotti. La prova? Conoscete qualcuno tra i vostri amici, parenti, vicini, conoscenti o colleghi di lavoro che sia mai stato male per aver bevuto acqua di rubinetto? Non dite di sì, perché questa non me la bevo.
martedì 1 dicembre 2009
VIVI CON STILE ... Fai la tua parte
Da una recente indagine emerge che gli italiani hanno molti timori per il mutamento climatico ma mettono scarso impegno per cambiare le proprie abitudini.
Più di 4 italiani su 10 si dice preoccupato per la sicurezza ambientale e per il 67% dei cittadini il governo italiano deve fare di più. L’ambiente preoccupa più del costo della vita e del terrorismo. Questo è quanto emerge dall’indagine “Vivi con stile” fatta da La Nuova Ecologia-Legambiente sulle mode e i comportamenti sostenibili. Le domande hanno riguardato la sensibilità e le tendenze riguardo a temi quali le problematiche ambientali, le necessità di intervento, la propensione al comportamento virtuoso e il confronto con la loro concreta adozione. Proprio questo ultimo aspetto si è rivelato particolarmente interessante: emerge, infatti, un notevole gap tra le azioni che i cittadini si dichiarano “molto disposti” ad effettuare e quelle che mettono in pratica. In alcuni casi la distanza sfiora addirittura il 40%: ad esempio, il 59% degli italiani si dichiara disponibile a utilizzare maggiormente i mezzi pubblici, ma solo il 21,6% lo fa e così anche per la raccolta differenziata, l’86,2% si pronuncia favorevole ad effettuarla, ma l’attuazione si limita al 34,7%. Allo stesso tempo emerge fortemente il concetto della responsabilità individuale: 6 italiani su 10 ritengono che i cittadini debbano impegnarsi direttamente per la tutela climatico-ambientale, attraverso l’adozione di una serie di comportamenti virtuosi da praticare nella realtà quotidiana. E sempre 6 italiani su 10 sono convinti che proprio i cittadini devono stimolare le imprese al rispetto della tutela ambientale. Gli intervistati continuano comunque a richiedere un intervento risolutivo da parte delle istituzioni pubbliche, nazionali e internazionali (citate, rispettivamente, dal 67% e dal 51% dei cittadini), con una curiosità: l’elettorato di centro destra sente l’urgenza di soluzioni molto più dei leader che li rappresentano.
venerdì 11 settembre 2009
Il Centro Commerciale Approvato grazie alla santa alleanza PD-PDL
Alla fine il progetto definitivo è arrivato, per un’area quasi tripla rispetto al precedente centro commerciale a San Felice. La proposta Percassi interessa tre ambiti per complessivi 1.039.000 mq di superficie territoriale. Si trovano nell’area dell’Ex Dogana - al 70% verde, di fronte a San Felice - tutta verde, a Novegro - al 90% verde. Una spaventosa colata di cemento non solo per costruire un imponente centro commerciale, il più grande d’Europa, che ora chiamano Centro Polifunzionale, ma anche per costruire residenze, alberghi, uffici e un grande parcheggio di fronte a Linate. L’aeroporto è un elemento strategico d’altronde per questo intervento: attrarrà clientela commerciale estera, come oggi succede ad Orio al Serio. Questo vuol dire che i cittadini di Segrate avranno anche migliaia di aerei aggiuntivi sulla propria testa oltre ad un traffico medio giornaliero tra i 15/20.000 mezzi in più al giorno, con punte al sabato di 30/35.000. Nei 604.000 mq dell’ex Dogana verranno realizzati 241.564 mq di edifici che ospiteranno 189.000 mq di commerciale, 13.600 mq di alberghiero (395 camere), 38.964 mq di terziario. Ci saranno circa 700 negozi alimentari e non alimentari per un’estensione di 99.000 mq (ipermercato, grandi, medi e piccoli negozi). 24.923 mq in più delle precedenti licenze localizzate a S.Felice. L’intervento costerà 581 milioni di euro e per la sola area commerciale si prevede un fatturato di 467 milioni di euro l’anno. Nell’ex IBM di fronte a San Felice su una superficie territoriale di 253.000 verranno costruiti 6 palazzi per complessivi 101.200 mq, per 3.036 nuovi abitanti oltre ad una zona commerciale. Nell’ambito 2, di fronte a Linate sono previste, su una superficie territoriale di 183.673 mq, costruzioni per 59.840 mq destinati a uffici, alberghi, commercio e industria oltre ad un megaparcheggio al servizio dell’aeroporto. Risulta veramente paradossale, che nella relazione si dica che questo territorio: “ebbe il suo periodo di massimo splendore con l’arrivo dei monaci benedettini nel XII secolo che, con un sapiente lavoro di ingegneria idraulica, portarono alla realizzazione di una fitta rete di canali irrigui responsabili dell’incremento produttivo cerealicolo, grazie anche alla creazione delle marcite”, esattamente quello che sarà definitivamente distrutto.
Il Mostro alla fine è stato approvato grazie al matrimonio transgenico PD-PDL
Il Mostro alla fine è stato approvato grazie al matrimonio transgenico PD-PDL
I danni per la nostra città saranno ben maggiori dei benefici decantati:
Una nuova struttura sovraccomunale sul nostro territorio, che si somma alla Ferrovia, all’aeroporto, al Luna-Park, alle Strade Cassanese e Rivoltana, all’Idroscalo, al Parco Esposizione, fanno di Segrate una città colonizzata.
Segrate NON sarà liberata dal traffico e dall’inquinamento che al contrario raddoppiano grazie anche ai 20.000/25.000 mezzi giornalieri che affluiranno al Centro Polifunzionale. L’inquinamento aumenterà anche a causa del maggior traffico di aerei su Linate che porterà clienti al Centro Commerciale; Il Centro Commerciale inoltre aprirà prima che la nuova tangenziale di Segrate sia completata (come è scritto sull’Accordo di Programma), quindi migliaia di macchine passeranno sulla Cassanese (che non sarà mai decongestionata dal traffico), portandola al collasso.
E’ falso che il centro porterà 3.000 nuovi posti di lavoro, nei documenti viene dichiarato che sono 2.045 i presunti occupati dalla struttura commerciale e dalle attività indotte, da questi vanno detratti i circa 1000 lavoratori che resteranno disoccupati in conseguenza dell’apertura del centro commerciale, a causa della chiusura di negozi, piccoli e medi. Non si esclude peraltro il fallimento anche di grandi strutture, in un’area - l’est Milano - satura di centri commerciali.
Anche i grandi benefici economici sbandierati saranno poca cosa basti pensare che il comune di Segrate contribuirà a finanziere con soldi propri (10.500.000,00 €) la nuova strada provinciale, come ha già fatto peraltro per le rotonde che saranno realizzate sulla Cassanese. In ogni caso un comune più ricco non corrisponde necessariamente ad un comune più vivibile. Amministrare significa fare scelte politiche, anche per le generazioni future, non scelte economiche.
Il Sindaco, il PDL e il PD hanno promesso ai Segratesi un Referendum ora non solo non lo fanno ma si trasformano addirittura in “promoter” di Percassi elargendo sogni inesistenti ai Segratesi. L’amministrazione Comunale, con i soldi dei cittadini, sta rifilando un vergognoso depliant con visioni artefatte della realtà e numeri spropositati, per convincere i cittadini della magnificenza di questa “Città del tempo libero”. Un depliant dove persino il “centro parco” viene fato apparire come realizzato dal Centropolifunzionale. Un imbroglio a danno della collettività.
Non vi è solo una devastazione territoriale dietro a questo progetto, c’è anche una devastazione sociale e culturale: il Centro Commerciale come nuovo fulcro della vita sociale e culturale della città.
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