Da una recente indagine emerge che gli italiani hanno molti timori per il mutamento climatico ma mettono scarso impegno per cambiare le proprie abitudini.
Più di 4 italiani su 10 si dice preoccupato per la sicurezza ambientale e per il 67% dei cittadini il governo italiano deve fare di più. L’ambiente preoccupa più del costo della vita e del terrorismo. Questo è quanto emerge dall’indagine “Vivi con stile” fatta da La Nuova Ecologia-Legambiente sulle mode e i comportamenti sostenibili. Le domande hanno riguardato la sensibilità e le tendenze riguardo a temi quali le problematiche ambientali, le necessità di intervento, la propensione al comportamento virtuoso e il confronto con la loro concreta adozione. Proprio questo ultimo aspetto si è rivelato particolarmente interessante: emerge, infatti, un notevole gap tra le azioni che i cittadini si dichiarano “molto disposti” ad effettuare e quelle che mettono in pratica. In alcuni casi la distanza sfiora addirittura il 40%: ad esempio, il 59% degli italiani si dichiara disponibile a utilizzare maggiormente i mezzi pubblici, ma solo il 21,6% lo fa e così anche per la raccolta differenziata, l’86,2% si pronuncia favorevole ad effettuarla, ma l’attuazione si limita al 34,7%. Allo stesso tempo emerge fortemente il concetto della responsabilità individuale: 6 italiani su 10 ritengono che i cittadini debbano impegnarsi direttamente per la tutela climatico-ambientale, attraverso l’adozione di una serie di comportamenti virtuosi da praticare nella realtà quotidiana. E sempre 6 italiani su 10 sono convinti che proprio i cittadini devono stimolare le imprese al rispetto della tutela ambientale. Gli intervistati continuano comunque a richiedere un intervento risolutivo da parte delle istituzioni pubbliche, nazionali e internazionali (citate, rispettivamente, dal 67% e dal 51% dei cittadini), con una curiosità: l’elettorato di centro destra sente l’urgenza di soluzioni molto più dei leader che li rappresentano.




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